Un uomo violento lo puoi riconoscere

Dr. Raffaele Focaroli Dr.ssa Annalisa Fronzoni ...


Il fenomeno esiste ed è ben marcato dai dati ISTAT. Mentre assistiamo a sporadici casi di maschi uccisi dalle proprie compagne, sono in costante aumento i casi contrari. In molti, in questi giorni, si chiedono il perché. Non è semplice dare una risposta in quanto sono diverse le componenti che entrano in gioco. Intanto, quella biologica. Nel maschio la pratica sessuale è collegata a quella della dominanza, del possesso. È una tendenza primitiva, arcaica che si lega alla paura e alla sottomissione della donna. Nel nostro cervello, nella parte più nascosta, quella che definiremmo “preumana”, troviamo questa predisposizione. Nell’era dei primati, sia il maschio che la femmina uccidevano. Il maschio agiva per difendere il suo territorio, per proteggere la sua famiglia o per allontanare possibili antagonisti nella caccia. La femmina per proteggere, soprattutto, i figli. Oggi non è più così, per fortuna. Ma ricordiamoci sempre che siamo anelli di un quadro evolutivo dove non tutto è controllabile. Con l’età della ragione, tutto è cambiato. La sessualità non è più legata all’istinto ma, per fortuna, ad un sentimento e a specifiche emozioni. Chi ama non uccide l’altro e non mette in atto azioni di sopraffazione. Entra in ballo, però, nella nostra era, una sovrastruttura che nel più lontano passato non era prevista, la cultura. Ecco, nella nostra società, sia per questioni di religione o ideologiche, la donna è ancora costretta a subire. Basti pensare alla prostituzione, allo sfruttamento, al consumismo, alle insane abitudini famigliari in cui, spesso, si consumano i più orrendi delitti. Ma come si arriva ad uccidere? In questo senso, dobbiamo essere pratici perché rischiamo, con la psicologia, di rendere tutto più teorico e scarsamente incisivo in termini di prevenzione. Una donna deve necessariamente riconoscere i segnali di pericolo. Se si vive in casa con un uomo potenzialmente pericoloso, è bene riconoscerne subito i segnali di squilibrio. Una persona possessiva, eccessivamente gelosa, che inventa storie di tradimenti è certamente un soggetto da tenere d’occhio. Ci sono uomini che si concentrano su questi aspetti a tal punto da trasformarsi in ossessivi. Questo è un segnale facilmente intuibile e non va trascurato. Poi abbiamo compagni e mariti che mostrano evidenti segnali di prevaricazione. Ad esempio, sono coloro che impongono alla moglie di isolarsi socialmente accompagnando tale pratica con frasi tipo: “da tua madre non ci devi andare, è cattiva e ti vuole male”, oppure:” a cena dai tuoi amici non vengo, quelli godono a vederti soffrire” ecc. Questi atteggiamenti, se protratti nel tempo, sono da attenzionare. Spesso, capita che si venga costretti ad avere rapporti intimi per il semplice appagamento personale o che si impongano pratiche sessuali non condivise. La sessualità tra adulti non ha limiti se coltivata in modo lecito ma, non deve contemplare la costrizione anzi deve presupporre la sana complicità. Esiste poi, devo dire in modo molto frequente, la violenza fisica. Lo schiaffo, la spinta, il tirare i capelli, fare lo sgambetto non devono essere consentiti. Non è difficile capire, in questi casi, di avere a che fare con un uomo violento. Quando si verifica tutto ciò, bisogna allontanarsi senza alcuna remora o indugio. Spesso, chi subisce violenza, cerca di sopportare per amore dei figli, della famiglia, per non compromettere una stabilità sociale con amici e parenti. Non sono giustificazioni funzionali. Si deve trovare dentro se stessi il coraggio di abbandonare quell’orribile sistema per collocarsi in un contesto di sicura protezione. Non si deve pensare a ciò che possa pensare la gente, il conoscente o un genitore. Un uomo violento non sarà accolto e compreso da nessuno, anzi verrà isolato e si attiverà un meccanismo di solidarietà sociale tale da garantire serenità. LA DONNA NON DEVE AVER PAURA DI DENUNCIARE O DI RACCONTARE CIO’ CHE STA VIVENDO! Attenzione, inoltre, agli appuntamenti chiarificatori. Se il compagno chiede di incontrarsi per un confronto e sappiamo, già dall’inizio, che è un soggetto non affidabile non si deve accogliere la sua richiesta. Se di necessità di chiarimento trattasi, è bene presentarsi con due o tre amiche e, soprattutto, in un luogo pubblico e controllato. Un altro aspetto che è bene chiarire. Molte donne, pur denunciando le violenze subite, si rivolgono ai Carabinieri o alle Forze di Polizia. In questi casi, ciò che viene sempre riportato è il fatto che gli operanti rispondano di non poter agire in quanto non vi sono elementi tali da mettere in atto un intervento diretto. Anche in questo caso è una falsità. Polizia e Carabinieri sono certamente condizionati dal punto di vista amministrativo, ma consigliano sempre l’allontanamento che deve avvenire a prescindere dall’efficacia di una denuncia. Per concludere, si deve avere coraggio e forza  perché solo così è possibile evitare una tragedia.

Dr. Raffaele Focaroli

Dr.ssa Annalisa Fronzoni